Elenco Gas usati nei climatizzatori dell'auto

Quali sono i gas più diffusi attualmente per il climatizzatore o condizionatore dell'automobile. Principali differenze, vantaggi e svantaggi di ognuno. Quanto costano al Kg.

All'automobilista medio non interessa sapere quale gas refrigerante viene usato nel condizionatore del proprio veicolo. Solitamente ci si limita ad accenderlo e verificare che funzioni, ovvero che raffreddi l'abitacolo. D'altronde è quella la cosa importante.

Ci sono però casi in cui conoscere il gas può rivelarsi utile. Da un punto di vista ecologico, alcuni inquinano di più se rilasciati nell'atmosfera. Poi ovviamente c'è l'aspetto economico, se a parità di peso un gas costa di più, inevitabilmente aumenterà anche una eventuale operazione di ricarica.


Nel corso della storia negli impianti di refrigerazione si sono succeduti molti gas diversi, andando alla ricerca di una maggiore efficienza e sicurezza o, in tempi più recenti, un minore impatto sull'ambiente (effetto serra e danneggiamento dello strato di ozono).
Nel seguito elenchiamo i gas attualmente più utilizzati per i climatizzatori auto.

R134a
La denominazione chimica è Tetrafluoroetano, conosciuto anche con il nome comune Freon. Largamente impiegato nelle auto degli ultimi decenni, ma anche in apparati industriali di refrigerazione, trasporto commerciale raffreddato, pompe di calore e frigoriferi ad uso domestico.

Molto efficiente dal punto di vista energetico, ha una bassa tossicità, non è infiammabile e non danneggia lo strato di ozono (ODP=1).

Di contro ha un potenziale di riscaldamento globale (GWP) pari a 1430, cioè contribuisce all'effetto serra 1430 volte più della semplice CO2. Inoltre ha un tempo medio di permanenza nell'atmosfera pari a 12 anni.

Per tali motivi il suo impiego è stato fortemente limitato. Di fatto tutte le auto prodotte dal Gennaio 2017 devono usare gas alternativi con un indice GWP massimo di 150.

Ad ogni modo le auto attualmente circolanti che montano impianti di climatizzazione funzionanti con l'R134a sono tantissime, milioni di veicoli.

La ricarica del gas è semplice e veloce, molte officine la offrono per cifre comprese tra 50 e 100 euro circa. Ma si può arrivare a 150 euro dai concessionari ufficiali o se vengono effettuati interventi di ricerca e riparazione delle perdite. D'altronde, se si ha bisogno di una ricarica, allora vuol dire che da qualche parte il gas si è perso, insomma abbiamo una perdita.



Il prezzo di acquisto dell'R134a va da 25-30€ al Kg per chi lo acquista in bombole grandi, e arriva a 80-100 euro il Kg per le bombole piccole usa e getta.

Quanto gas? Gli impianti delle macchine piccole e medie prevedono una quantità di gas solitamente compresa tra 500 e 800 grammi, mentre i modelli grandi possono arrivare anche a 1 Kg, e fino a 1,5 Kg e più per le auto top di gamma con clima posteriore.

Gas R1234YF
Dovendo limitare l'inquinamento la ricerca ha provato varie soluzioni per sostituire l'R134, e infine la scelta è ricaduta sull'R1234yf (HFO-1234YF, Tetrafluoropropene).

Lavora a pressioni simili all'R134 e ha la stessa efficienza, se non superiore. In effetti può essere utilizzato anche in apparati recenti che impiegano tale gas, a patto però di effettuare alcune modifiche.

Non danneggia lo strato di ozono (ODP=0) ed ha un indice GWP pari a 4, quindi nettamente inferiore al limite di 150 imposto per legge. Ha un tempo di vita nell'aria di soli 11 giorni.


L'R1234YF presenta però anche degli aspetti negativi, o perlomeno delle sostanziali differenze rispetto all'R134:

- è infiammabile, in realtà ha una bassa infiammabilità, generalmente non pericolosa ma richiede comunque l'impiego di attrezzatura specifica con elevati standard di sicurezza e l'areazione nelle officine

- si miscela con differenti oli lubrificanti, che possono rovinare le vecchie guarnizioni e il compressore; questo è il motivo per cui non possiamo miscelare i due gas e sono richieste modifiche per usarlo su impianti nati per l'R134 (che comunque devono essere recenti e prevedere questa possibilità)

- ha un prezzo più alto, e di molto, circa 100€ al Kg se lo si acquista in bombole medio-grandi. Non di rado la ricarica del climatizzatore con R1234YF può arrivare a costare anche più di 200 euro. Si prevede che con la maggiore diffusione, in futuro il suo costo possa scendere.

Gas CO2 (R744)
Ovvero l'anidride carbonica, presente naturalmente nella nostra atmosfera, viene prodotta anche dalla respirazione di esseri umani e animali.

Non è tossica. Non danneggia lo strato di ozono. Ha per definizione un GWP pari a 1. Non è infiammabile. Molto economica e facilmente reperibile, basti pensare che nell'impiego alimentare (per fare l'acqua gassata) si può acquistare anche in grandi bombole ricaricabili, con costi nell'ordine di 4-5 euro al Kg

È già stata impiegata in passato come fluido di refrigerazione, ma richiede impianti che possano lavorare a pressioni molto elevate, e quindi più costosi.


Per il fatto di essere poco inquinante e non infiammabile rappresenta comunque una valida alternativa all'R1234yf, alcune case automobilistiche la usano nei climatizzatori dei modelli di fascia alta.

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